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Pubblicato il terzo volume di Fluxes

È indispensabile ridurre drasticamente le emissioni di gas serra per evitare gli impatti e gli scenari peggiori del cambiamento climatico. Questo è il messaggio chiave che emerge dal terzo volume del periodico Fluxes, la pubblicazione annuale dell’Integrated Carbon Observation System (ICOS).

Il terzo appuntamento con il bollettino europeo sui gas a effetto serra pone l’accento su uno strumento essenziale per aiutare i decisori a valutare i progressi verso un mondo a zero emissioni nette: i sistemi di monitoraggio, reporting e verifica (MRV). In particolare, il monitoraggio si riferisce a dati e informazioni riguardanti le emissioni. Il reporting è l’atto di compilare queste informazioni in inventari. La verifica, infine, prevede una valutazione indipendente delle informazioni riportate per garantirne l’accuratezza.

Gli approcci MRV sono già ben consolidati nel quadro dell’UNFCCC (Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici) con gli inventari nazionali. Tuttavia, l’integrazione degli inventari con sistemi MRV, basati su dati sui gas serra misurati scientificamente, aumenta il potere di sostenere le società nella loro azione climatica dalla scala locale a quella globale.

Se vogliamo capire cosa sta succedendo nell’atmosfera – afferma Werner Kutsch, direttore generale di ICOS – abbiamo bisogno di informazioni relative alle emissioni umane e ai flussi di origine naturale. Sebbene esista qualche grado di incertezza negli inventari delle emissioni dei combustibili fossili, le incognite principali riguardano i flussi naturali”.

Diversi paesi si stanno già impegnando per compilare l’inventario in ottica MRV. L’infrastruttura ICOS, con quasi 180 stazioni di monitoraggio posizionate in 16 paesi europei, fornisce un accesso ai dati in tempo quasi reale, fondamentale per tale sistema.

L’UE ha obiettivi ambiziosi di limitare notevolmente le emissioni entro il 2040, una recente proposta mira a ridurre del 90 per cento i valori di gas serra immessi in atmosfera rispetto al 1990. “Questi obiettivi – aggiunge Kutsch – non possono essere raggiunti senza efficaci azioni di follow-up. I sistemi MRV offrono strumenti rilevanti per valutare l’azione per il clima e permettono di affrontare meglio gli interventi di mitigazione”.

Dobbiamo investire in modo sostanziale – sottolinea Gianpaolo Balsamo, dell’Organizzazione Meteorologica Mondiale (WMO) – per consentire a tutti i paesi di impegnarsi nelle osservazioni di superficie, nel controllo e nella valutazione della qualità, nella verifica e nel reporting”.

Leggi il 3 volume di Fluxes

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