L’Osservatorio climatico ENEA di Lampedusa (Agrigento) ha ricevuto dalla rete europea ICOS, coordinata in Italia dal Cnr, il massimo riconoscimento europeo (Classe 1) per qualità e affidabilità dei dati atmosferici forniti. Si tratta della prima stazione scientifica italiana del suo genere a ricevere questa certificazione, un risultato reso possibile anche grazie all’acquisizione di strumentazioni avanzate nell’ambito del progetto infrastrutturale PRO-ICOS-Med.

“Con il passaggio alla Classe 1 il sito atmosferico di Lampedusa rafforza il ruolo strategico che svolge nella rete europea di osservazione del clima ICOS e per l’intera comunità scientifica italiana impegnata nello studio del cambiamento climatico”, spiega la responsabile scientifica dell’Osservatorio atmosferico ICOS Tatiana Di Iorio, ricercatrice del Dipartimento Sostenibilità dell’ENEA.
“Come ICOS Italia – afferma Carlo Calfapietra, Focal Point del network italiano e Direttore dell’Istituto di Ricerca sugli Ecosistemi Terrestri del Consiglio Nazionale delle Ricerche – siamo molto orgogliosi di raggiungere questo traguardo e aggiungere una stazione atmosferica di classe 1. L’Osservatorio è l’unico sito europeo ad integrare le tre componenti: mare, terra e atmosfera. L’isola di Lampedusa rappresenta una location molto interessante per analizzare gli scambi di gas a effetto serra proprio per la sua posizione particolare. Un osservatorio storico come quello di Lampedusa è pertanto motivo di grande orgoglio, sia per il network italiano che per la rete europea”
Grazie alla sua posizione nel Mediterraneo centrale, l’Osservatorio di Lampedusa rappresenta un punto di osservazione privilegiato per monitorare l’evoluzione dei principali gas a effetto serra, in particolare anidride carbonica e metano, e per studiare gli scambi tra atmosfera, mare e terra, essendo l’unica stazione dell’intera rete europea a raccogliere simultaneamente informazioni relative ai tre comparti. Infatti, in aggiunta all’Osservatorio atmosferico, Lampedusa ospita l’Osservatorio dell’Ecosistema terrestre, dedicato alla misura dei flussi di CO2 tra vegetazione e atmosfera, e l’Osservatorio oceanografico, una boa hi-tech a 5 chilometri dalla costa, dotata di sistemi di sensoristica avanzata, che rende disponibili alla comunità scientifica dati meteorologici, di temperatura, pressione, salinità, pH ma anche clorofilla e materia organica disciolta nell’acqua.
Le stazioni atmosferiche ICOS di Classe 1 sono in tutto 19 e si caratterizzano per l’impiego di strumentazione avanzata che consente di effettuare misure continuative e altamente accurate di numerose variabili atmosferiche e ambientali legate al ciclo del carbonio. Il raggiungimento di questo livello richiede il superamento di rigorose verifiche sulla qualità, affidabilità e continuità dei dati prodotti nel tempo.