L’Università degli Studi “Gabriele d’Annunzio” di Chieti-Pescara, nell’ambito del Progetto Vitality, ha realizzato l’Osservatorio climatico “Ud’A Trabocchi” presso Punta Ferruccio ad Ortona.
La struttura, inaugurata il 23 marzo 2026, si unisce al network delle stazioni atmosferiche.

All’evento inaugurale hanno presenziato il Rettore della “d’Annunzio”, Liborio Stuppia, il sindaco di Ortona, Angelo Di Nardo, il Dirigente del Ministero dell’Università e della Ricerca, Fabrizio Cobis, il Presidente della Fondazione Vitality, Fabio Graziosi, e Paolo Cristofanelli, responsabile del comparto atmosfera per ICOS Italia.
Prima della visita, il Professor Piero Di Carlo, docente di Fisica del sistema Terra, dei pianeti, dello spazio e del clima presso il Dipartimento di Tecnologie Innovative in Medicina & Odontoiatria della “d’Annunzio” e Responsabile dell’Osservatorio, illustrerà la sua funzione e le attrezzature di cui è dotata.
L’Osservatorio Climatico “Ud’A Trabocchi” permetterà di monitorare continuamente l’evoluzione dei principali gas serra responsabili del riscaldamento globale: anidride carbonica, metano, protossido di azoto, ozono, e altri composti come ossidi di azoto, quelli di zolfo e la distribuzione dimensionale del particolato atmosferico. La struttura include anche strumenti per il monitoraggio dell’altezza delle nuvole, lo spessore ottico degli aerosol ed un sistema di misura a bordo di droni per interventi in caso di incendi o altre calamità.
“Questa infrastruttura di ricerca – spiega Piero Di Carlo, Responsabile della struttura – ci permetterà di studiare il cambiamento climatico e la sua evoluzione nel tempo e, inoltre, con la sua torre di prelievo alta quindici metri darà informazioni sullo stato dell’atmosfera rappresentative del centro Italia e dell’area balcanica”. “Con questo Osservatorio – sottolinea infine il Rettore dell’Università “Gabriele d’Annunzio”, Liborio Stuppia – vogliamo rafforzare le infrastrutture di ricerca dell’Ateneo e dare una possibilità in più ai nostri studenti di poter effettuare ricerca di alto livello, e all’interno di un network internazionale, rimanendo nel nostro territorio”.
